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I primi cavatori di tartufo del Pollino, una passione di famiglia

su June 13, 2023

Hanno iniziato per hobby diventando i primi cercatori di tartufo del Pollino. In 30 anni di attività hanno trasformato la loro passione in un mestiere. Si tratta della famiglia Gatto, titolare de L’Oasi del tartufo di Alessandria del Carretto, in provincia di Cosenza. Giosuè è il figlio più giovane, cresciuto tra i boschi, tartufaio per vocazione. Perito meccanico 24enne, nonostante abbia ricevuto allettanti offerte di lavoro al nord Italia ha scelto di restare in Calabria a fare il cavatore. “Sono troppo legato alla mia terra, - spiega il giovane - non so descrivere la profondità delle emozioni che si prova. Non è una questione di denaro, a volte le rendite coprono appena le spese”. Per raggiungere i terreni di proprietà esce di casa (con il sole, con la pioggia, con la neve) alle 4:00 del mattino, impiega oltre due ore per percorrere poco più di 40 chilometri e prendersi cura dei suoi 10 ettari di boschi ricchi di tartufaie naturali e querce secolari in un’area salvata, per puro caso, dal disboscamento. Ad accompagnarlo è quasi sempre la madre, Anna Galluzzi, l’unica donna del Pollino in possesso del tesserino raccolta tartufi e tra le prime persone a fare l’esame da tartufaio nel circondario di Frascineto. “Da quando è nata – spiega Giosuè – ha vissuto a contatto con la natura, tra i campi. Raccoglieva fragole e nutre un immenso amore per l’ambiente. Una caratteristica fondamentale per un tartufaio, anche se purtroppo ci sono colleghi che inseguono il profitto, senza rispettare l’ecosistema, provocando enormi danni. Alcuni per trovare più tartufi zappano il terreno rovinando la tartufaia per anni, pur essendo imposto dalla legge il solo uso della vanghetta e al massimo dello scalpellino per rompere le pietre. Servirebbe una sensibilizzazione diffusa. La biodiversità del Pollino è preziosa e va tutelata. Tempo fa ho trovato un tartufo particolare e l’ho fatto analizzare da un noto micologo di Castrovillari il quale mi ha detto che proveniva dall’America: era il primo e unico esemplare trovato in Italia. Qualcuno aveva importato dei semi da Oltreoceano e piantandoli ha poi dato origine a una tartufaia spontanea”. Al suo fianco, inseparabili, Pippo e Shana, due cagnolini con i quali, con tenere carezze, ha istaurato un’intesa perfetta. “Sono stati addestrati in famiglia. Mio padre – chiarisce il tartufaio 24enne - ha impiegato tanto tempo per affinare la propria tecnica, si consideri che per educare un cane alla ricerca del tartufo servono almeno tre anni. È un impegno costante, ma preferiamo fare così perché crediamo che il feeling con il cane si crei crescendo insieme. Pippo è adulto, Shana è una cucciola. Sono fantastici, appena scendiamo dalla macchina sanno già cosa fare. Lavorano come professionisti: cercano, trovano, scavano e (se la terra è morbida) mi portano direttamente il tartufo, senza giocarci o mangiarlo. Anche se non sto andando a tartufi, se loro non sono con me, sento che mi manca qualcosa. Li conosco così bene da capire se stanno cercando tartufo, se stanno seguendo un altro cane o se hanno visto un cinghiale. Per proteggerci dalle aggressioni degli ungulati usiamo solo la voce, parliamo di continuo così percepiscono la presenza umana e si allontanano. Giriamo armati solo del nostro tesserino, non abbiamo pistole, fucili o scacciacani, siamo contrari perché il rumore degli spari spaventa i cagnolini, li traumatizza”. L’entusiasmo di Giosuè lo ha portato a investire, con estremo sacrificio, nell’ambizioso progetto di promuovere il tartufo del Pollino. “Contrariamente a quello che è l’immaginario comune, - precisa Gatto - non si guadagna molto e le entrate non sono regolari. Inoltre in Calabria l’uso del tartufo non è diffuso, non c’è mercato, vendiamo tutto al Nord, ad aziende che li lavorano. L’unica impresa qui in Calabria che riforniamo è quella di Enrico Pirro a Corigliano”. Il noto imprenditore da ormai quattro anni ha infatti lanciato la linea Tartufo Nero di Calabria con l’obiettivo di far conoscere una prelibatezza. Una scelta maturata nell’ambito della mission aziendale che Pirro ha inteso indirizzare verso lo sviluppo del territorio attraverso l’agricoltura, unendo tradizione e innovazione. Un obiettivo ambizioso arricchito dalla piattaforma on-line di prodotti tipici Feelsud - A food experience from Calabria, grazie alla quale con un semplice click, attraverso il sito www.feelsud.it, è possibile ricevere a casa gustose prelibatezze. 

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